La democrazia è una bellissima invenzione e non esiste essere più democratico di uno zombie. Al morto vivente non interessa se sei nero o bianco, gay o eterosessuale, cristiano o musulmano, per il morto vivente sei solo carne. La sua parte preferita? Il cervello (braaaaains!). Il cervello di un idiota ha lo stesso sapore di quello di un genio? Non saprei, non è importante. Proprio come per la democrazia, il suo punto di forza risiede nei numeri. Più sono numerosi e più diventano pericolosi. Gli zombie non hanno idee, sono la reificazione di un bisogno, quel bisogno è il loro motore, è ciò che li unisce. Chi controlla quel bisogno, controlla gli zombie. Lo zombie è una bellissima invenzione.
Wednesday, 9 November 2016
Monday, 7 November 2016
Got Fire? How to (not) quit smoking | Brian M. Viveros
Da un anno esatto che non accendo una sigaretta. Ora svapo, inseguo nuvole di vapore (cloud chasing), ovvero uso solo sigarette elettroniche o PV (personal vaporizer), ma ve le immaginate le donne di Viveros con dei giganteschi big battery o tubi meccanici al posto delle bionde? Ecco, ammesso che sappiate cosa sia un big battery o un tubo meccanico, non fatelo, piuttosto, scrivete a Brian e ditegli che, se vuole fare davvero i big money, deve assolutamente cominciare a far stampare le sue opere su delle cover per pacchetti di sigarette. Così non smette più nessuno. Il governo ringrazia, l'industria farmaceutica gode, viva Viveros! Intanto voi godetevi la galleria va, ciave!Brian M. Viveros | Facebook
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Saturday, 5 November 2016
Choose Life | Trainspotting (Art Tribute)
Era il 1996 quando uscì Trainspotting, un film di Danny Boyle, tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh. Ambientato ad Edimburgo, con un cast quasi interamente scozzese (Jonny Lee Miller, Sick Boy, è inglese), girato con un budget ridicolo, in un sondaggio (rivolto ad un pubblico non specializzato) del 2004 ne è uscito come il miglior film scozzese di tutti i tempi. Non lo so se è il miglior film scozzese di tutti i tempi, neanche mi interessa saperlo, quello che so è che dopo averlo visto, circa 21 volte, non ho mai più guardato un treno con gli stessi occhi. Già, fermarsi lì per ore ad osservare i treni che passano non ha molto senso per chi non lo fa, così come chi non ha mai avuto una dipendenza da una qualche sostanza stupefacente fallisce nel trovare il significato di una dipendenza da eroina.
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Friday, 4 November 2016
Say Cheeeese | Sabbas Apterus
La prima volta che ho visto le opere di Sabbas Apterus ero confuso. Ci sono opere che appena le guardi ti trasmettono una sensazione chiara e univoca, può essere disgusto, eccitazione, euforia, ansia, tristezza e così via, ci sono opere, invece, che le osservi e ti domandi cosa ca@@o stia succedendo dentro di te. Sabbas ovvero Peter (il suo vero nome) è un giovane artista slovacco cresciuto in una famiglia di creativi, i suoi soggetti sono di ispirazione fantasy / sci-fi / horror e, se notate bene, hanno tutti un comune denominatore: il sorriso. Sì, i personaggi di Apterus sorridono, non importa che siano demoni, zombie, streghe, sfregiati, insanguinati, mutilati, fatti di carne o di lega metallica, hanno tutti quel sorrisetto inquietante, come se fossero in posa per una foto ricordo. Il sorriso non è inquietante di per sè, ma lo diventa in relazione al contesto. Avete presente un silenzio assordante? Una lucida pazzia? Ecco. Godetevi la galleria...e fatevele due risate ogni tanto. Ciave!
Sabbas Apterus - Artstation - DeviantArt - YouTube
Thursday, 3 November 2016
Unspoiler or how to not fear the internet | Chrome Extension
Se siete dei fanatici di serie TV, ma non avete la possibilità di guardare l'ultimo episodio non appena questo viene trasmesso avete tre opzioni:
1) rinunciate ai social (dio ce ne scampi) e cercate di navigare a vista schivando come gatti terrorizzati siti potenzialmente rivelatori di trame a tradimento
2) restate sui social e continuate postare selfie e pensieri di cui non frega niente a nessuno, ma vi disiscrivete da tutti i gruppi, pagine, comunità, forum, sette sataniche che trattano di serie televisive e bannate / bloccate / silenziate tutti i spoileratori seriali che campeggiano nel vostro social network
3) usate Chrome ovvero il DDR (Divino Divoratore di Ram) e installate l'estensione Unspoiler
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Wednesday, 2 November 2016
Movember or How I have learned not to shave | Art Tribute (con il baffo)
Novembre non è solo il mese della nebbia, dei primi freddi, delle castagne arrosto, dei cornuti e dei mucchi di foglie per strada sui quali il mio cane, per qualche strana ragione, adora pisciare, è anche il mese della prevenzione del cancro alla prostata e di altre patologie che colpiscono il genere maschile. La Movember Foundation promuove dal 2004, attraverso una serie di eventi in tutto il mondo, raccolte fondi e campagne informative per sensibilizzare alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Il motto della fondazione è: change the face of men's health. Movember altro non è che la fusione tra le due parole November + Moustaches (baffi).
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| Courtesy of L. Costantini |
Avrete senz'altro già capito che i protagonisti di Movember non sono i glabri e gli imberbi. I Mo Bro, fratelli di baffo, si mobilitano in ogni parte del globo dichiarando guerra al rasoio (e al cancro alla prostata), organizzando serate a tema all'insegna della peluria e della goliardia. Negli anni Movember, grazie a tutte le iniziative della fondazione, è diventato un vero e proprio fenomeno culturale, in parte anche slegato dalle questioni relative la salute e la prevenzione. Movember non ha inventato il culto del baffo, i Mo Bro esistevano già da prima, come già esistevano i cultori della peluria facciale in tutte le sue forme. Vi basti sapere che per diversi anni io stesso ho partecipato a Serate col Baffo senza sapere
assolutamente nulla della Movember Foundation e dei suoi obiettivi. Vi assicuro che in queste serate si promuoveva di tutto tranne che la salute :) Bando alle ciance, godetevi la galleria con i miei baffoni preferiti e ricordate:
Whether you're stopping or going / Just you remember / To keep that mo growin/ Whilst in Movember
Ciave!
(immagine di copertina by Bandula Samarasekera)
Tuesday, 1 November 2016
La Catrina or How to party with the dead | Art Tribute
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| Diego Rivera (1948) |
La Catrina (Skeleton Lady) è una figura iconica creata da Jose Guadalupe Posada (1910), divenuta celebre grazie ad un murale dipinto da Diego Rivera nel 1948 in cui La Catrina, chiamata così dallo stesso Rivera, viene rappresentata come noi oggi la conosciamo. Il nome "La Catrina" deriva da Catrin(a), appellativo usato per riferirsi ad una persona vestita in modo elegante e ai ricchi in generale. Viene adottata successivamente come una rappresentazione della morte e del modo in cui i messicani si rapportano ad essa, divenendo una parte integrante del folklore locale e figura ricorrente nel Dia de los Muertos, una vera e propria festa dedicata ai morti e dai toni molto diversi dal nostro 2 novembre. Per capirci: se il nostro carnevale e la nostra commemorazione dei defunti facessero un figlio, questo sarebbe il Dia de los Muertos messicano. Nella cultura occidentale La Catrina è stata fagocitata nella cultura pop, soprattutto quella legata alla festa di Halloween, in cui viene spesso rappresentata come una gnocca dagli occhi vitrei, truccata da scheletro con vari ornamenti floreali e teschi a corredo. Detto tra noi, se devo pensare alla morte, se proprio non ho un ca@@o da fare eh, preferisco pensarla così piuttosto che come il Reaper (vedi "Sons of Anarchy) ovvero lo scheletro ammantato di nero e armato di falce. Godetevi la galleria, ciave!
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